Ad un quarto del vicolo pisciato e sordido di nostra vita
mi ritrovai a ruzzolare lardosamente per una piscina di sterco
ché la diritta via era palesemente ed inequivocabilmente smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa vergognosa
esta strada fetida e putrida e percolante di liquame viscoso
che nel ventre rinova l'urto del butto!
Tant'è amaro e brutto se filtrato tra li denti che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di birra ed alcool puro a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un bagno pubblico giunto,
là dove terminava quel vicolo detrimentale all'animo umano
che m'avea di ribrezzo lo stomaco colmato,
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de' neon del tabaccaio
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor furon le viscere mie un po' svuotate
che nel lago delli reni m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.