Carissimo Morfeo,
Ultimamente mi visiti poco, ed ogni volta mi porti le stesse nuove. Nella speranza di rianimare il nostro rapporto, prendo il tempo di scriverti per darti mie notizie.
Prima di tutto ti informo che il nostro primo ministro, John Howard, ha appena fatto una mossa importante nella polizza indigena, una mossa che probabilmente andra' a finire nei libri di storia (quelli scritti e pubblicati in Australia, sull'Australia, perche' si sa che, giustamente, agli altri non gliene frega una minkia secca di quello che succede qui - la pena di essere tanto lontani dal resto della terra ferma). Il nostro pm John Howard, ha deciso di proibire l'alcool e la pornografia nelle comunita' aborigene, e di far fare una visita medica a tutti i bambini aborigeni, nella speranza che le comunita' indigene riacquistino un po' dell'antica dignita'. Questa nuova polizza sta facendo parlare molto, stranamente di ingiustizia, di censimento dittatoriale, e perfino di razzismo. Il povero John Howard, qualsiasi cosa faccia, si becca critiche e accuse da ogni lato. Prima d'ora mi stava nettamente antipatico, solo per la sua personalita' ovviamente, che, come sai, di politica non ci capisco un'acca. Ma ora ho deciso che mi piace, perche' ci vuole coraggio per fare quello che fa, e penso che abbia genuinamente a cuore l'interesse degli Australiani.
Restringendo il campo informativo, ti faccio notare che da te, sull'Olimpo, e' appena cominciata ufficialmente l'estate, mentre io ho appena festeggiato il solstizio d'inverno. Quindi, chiaramente, il mio giardino e' inondato di sole, gli eucalipti rimangono alti e pacati, nonostante la loro esile struttura, mia madre torna a casa con fiori esotici appena colti, e fa un freddo bestiale. Ma ti sembra normale? Certo, che ne sai tu della normalita' oceanica, hai ragione, lasciamo perdere.
Per quanto il sole sia gentile ed accogliente, per quanto gli alberi siano tranquillizzanti e protettivi, rimango convinta che questa terra mi sia ostile, o meglio, rimango ostile a questa terra. E mi rendo conto, proprio in questo istante, che e' del tutto normale. Ognuno vuole fuggire dalla sua terra natia. Sebbene ci sia confusione nella mia memoria circa gli spostamenti nei miei primi anni di vita, so di fatto, in quanto lo scrivo periodicamente in moduli e questionari, di essere nata qui, ad Adelaide, in un ospedale che contiene la parola Mary e la lettera R. Sicuramente ero presente all'evento, anche se cercando di ricordarlo, mi viene solo una netta sensazione di fame. Dunque, e' del tutto istintivo e naturale che io abbia una voglia irrefrenabile di salutare questi luoghi, se non per sempre, per un periodo piu' o meno longevo, finche' non si sia calmata questa primitiva fiamma di disprezzo.
Ed in attesa che si realizzi questa mia unica meta, continuero' a sentirmi in trappola, un bruco a riposo, al quale un crudele moccioso abbia incollato l'apertura del bocciolo.
Ma, dopo tutto, la strada la so.