28 dicembre 2007

Rallentare: festività in corso


La tovaglia è rossa. In TV c'è Miracolo sulla 34esima strada a giorni alterni. I negozi aprono fino a mezzanotte. Il dollaro australiano ha messo quello americano in knock out. Io uso una scatola di fazzoletti al giorno. A Sydney mettono in galera i Babbi Natale per le loro risate oscene. Sono andata al mare due giorni di seguito con una sorella che vive in Francia.

Dev'essere la fine del 2007.

19 dicembre 2007

L'odore di luna

Guardavo fuori dalla finestra mentre ero stesa sul letto di mio fratello a leggere una novella. In realtà quando guardavo fuori dalla finestra la novella era appoggiata sul mio stomaco, in preda a quei morbidi e silenti sussulti tipici del respirare rilassato. La novella non era sicura dell'orario, ma io ero abbastanza certa che dovevano essere circa le 9. Se la novella ne fosse stata consapevole, di sicuro avrebbe cessato di essere interessante, e mi avrebbe lasciata andare a svolgere i soliti riti vespertini. Però la novella inconsapevole mi aveva appena fatto presente che la mia persona esisteva anche prima dei cinque anni e che anche allora avevo la facoltà di pensare. Questa nozione mi affascinava. Perciò guardavo fuori dalla finestra: per indulgiare nel fascino di questa rivelazione. Così mi resi conto di vivere su di una bella strada. Le nove avevano portato l'imbrunire, e, mentre il sole andava a nascondersi, la luce faceva scherzi sul paesaggio urbano sul quale si affacciavano i miei occhi. Un albero particolarmente gigantesco (credo ci vivi dentro un elfo dal nome di Kerl [dal nome penso sia simpatico]) filtrava in modo irriproducibile la luce, spezzettandola in tante frazioni disuguali. Da una di queste toppe di luce sbucò un topo grigio, piccolo e micidialmente odioso. Nel frattanto che correva omogeneamente verso la mia dimora, io pensavo ai diversi metodi che avrei potuto usare per terminare la sua esistenza. Non mi meravigliai, dunque, quando l'odioso topo grigio saltò sul davanzale della finestra che mi separava da lui, e si mise sulle zampette posteriori ad annusare arrogantemente l'aere. Mi alzai di scatto e andai a prendere la scopa, l'utensile più stupido che avrei potuto scegliere tra quelli invisionati precedentemente per l'assasinio: avrebbe comportato spaccare la finestra. Così mi sedetti sul letto e ci contemplammo vicendevolmente. Poi il topo tirò fuori dalla peluria del petto un pettine microscopico, girò la testa a 35 gradi con gli occhi sempre fissi alla finestra, e prese a passare il pettine per tutto il corpo, a cominciare dalla testa. Alzai sarcasticamente un sopracciglio. Sentii qualcosa di duro nella mano. Era la novella. La guardai: era un libro di buona fattura, copertina rigida, rilegatura in cotone doppio o triplo a folio sedicesimo, rinforzato con un nastro spesso all'interno della copertina. Apparte titolo, autore, e casa editrice, non c'era nessuna scritta, e l'unica altra incisione era chiaramente un logo, un cavallo alato in groppa ad un H. Abbassai il sopracciglio ed alzai la punta opposta della bocca. Aprii la finestra, e schiacciai il libro sul davanzale, ed invece di SLAM! sentii CRUNCH!.

Era buio ora. L'aria sapeva di miele, di sterco, e di qualcos'altro che nn riconsoscevo, e che ho immaginato fosse odore di luna. La mia strada è dotata di poca illuminazione artificiale. La luce più vicina è a qualche decina di metri più su. Distinguevo a malapena le piante del mio giardino. Quella rosa è una pianta strana. Non è morta, ma in due anni non ho mai visto un fiore. Non cresce e non muore. Semplicemente esiste. La macchina rifletteva qualche raggio, e diventava bianca se passava qualche macchina. Non vedevo più le parole della novella. Ma quell'albero stranamente enorme era verde smeraldo.

19 novembre 2007

le Donne colla Gonna


Il mio teorema è che
colla gonna arriva l'aria alla
vo-ra-gi-ne nella mia
testa. Questo sai perchè?

Il corpo è tutto unito
L'ho imparato alle
elementari: gambe al bacino al
torso al collo alla
testa.

Le donne colla gonna
han pensieri più
complessi più
areati e più spessi.

Il mio teorema è confutato se
la donna coi pantaloni
esprime silenzi idee o suoni
con i quali ... beh, ragioni.

L'aria NO non passa: si ferma alle
caviglie che
scalciano scalciano via,
tutte farsa ed idiozia,
fosse solo sana follia.

Tutto ciò
nel mio alveare
non costituisce gran
problema: ho pensieri di
cartapesta, in quanto io
non ho la testa.

05 novembre 2007

Ninnananna


Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.

A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissà dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti pi vicina.

Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.

E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.

MCR



16 settembre 2007

Flashback


- Io credo che l’Inferno e il Paradiso siano qualcosa che abbiamo dentro
- Lo stato della nostra anima?
- Si! E siamo noi a determinare dove siamo
....

- Io penso di essere Ariana
- Cioe?
- Che Gesu’ era un uomo, completamente mortale, ma eccezionale in quanto di una bonta’ infinita.
- Anch’io sono un bravo ragazzo
- Allora tu sei il mio dio!
....

- Come fai a sapere che Dio esiste?
- Lo so e basta. Io nn lo vedo come un uomo con la barba lunga e la tunica bianca. Dio per me e’ un concetto. Quando mi guardo attorno, tipo ora, vedo questa natura meravigliosa, sento il bisogno di ringraziare e di lodare qualcuno, qualcosa. Questo e’ il mio Dio.
- Come sei gioioso… vorrei essere anch’io come te.
....

- Io non credo in un Dio.
- Perche’?
- Perche’ non penso che l’inesplicabile possa essere attribuito a Dio. E’ troppo facile cosi’. E non ne capisco il senso.
- Aspetta, ma tu sei uno studente di biologia no?
....

- Com’e’ riuscire ad integrarti nel tuo mondo?
- E’… e’ come sdraiarti e guardare le nuvole, ed invece di vedere tante masse paffute, lasciarsi meravigliare, e vedere ogni sorta di forme impossibili.

22 giugno 2007

Notiziario oltreoceano

Carissimo Morfeo,

Ultimamente mi visiti poco, ed ogni volta mi porti le stesse nuove. Nella speranza di rianimare il nostro rapporto, prendo il tempo di scriverti per darti mie notizie.

Prima di tutto ti informo che il nostro primo ministro, John Howard, ha appena fatto una mossa importante nella polizza indigena, una mossa che probabilmente andra' a finire nei libri di storia (quelli scritti e pubblicati in Australia, sull'Australia, perche' si sa che, giustamente, agli altri non gliene frega una minkia secca di quello che succede qui - la pena di essere tanto lontani dal resto della terra ferma). Il nostro pm John Howard, ha deciso di proibire l'alcool e la pornografia nelle comunita' aborigene, e di far fare una visita medica a tutti i bambini aborigeni, nella speranza che le comunita' indigene riacquistino un po' dell'antica dignita'. Questa nuova polizza sta facendo parlare molto, stranamente di ingiustizia, di censimento dittatoriale, e perfino di razzismo. Il povero John Howard, qualsiasi cosa faccia, si becca critiche e accuse da ogni lato. Prima d'ora mi stava nettamente antipatico, solo per la sua personalita' ovviamente, che, come sai, di politica non ci capisco un'acca. Ma ora ho deciso che mi piace, perche' ci vuole coraggio per fare quello che fa, e penso che abbia genuinamente a cuore l'interesse degli Australiani.

Restringendo il campo informativo, ti faccio notare che da te, sull'Olimpo, e' appena cominciata ufficialmente l'estate, mentre io ho appena festeggiato il solstizio d'inverno. Quindi, chiaramente, il mio giardino e' inondato di sole, gli eucalipti rimangono alti e pacati, nonostante la loro esile struttura, mia madre torna a casa con fiori esotici appena colti, e fa un freddo bestiale. Ma ti sembra normale? Certo, che ne sai tu della normalita' oceanica, hai ragione, lasciamo perdere.

Per quanto il sole sia gentile ed accogliente, per quanto gli alberi siano tranquillizzanti e protettivi, rimango convinta che questa terra mi sia ostile, o meglio, rimango ostile a questa terra. E mi rendo conto, proprio in questo istante, che e' del tutto normale. Ognuno vuole fuggire dalla sua terra natia. Sebbene ci sia confusione nella mia memoria circa gli spostamenti nei miei primi anni di vita, so di fatto, in quanto lo scrivo periodicamente in moduli e questionari, di essere nata qui, ad Adelaide, in un ospedale che contiene la parola Mary e la lettera R. Sicuramente ero presente all'evento, anche se cercando di ricordarlo, mi viene solo una netta sensazione di fame. Dunque, e' del tutto istintivo e naturale che io abbia una voglia irrefrenabile di salutare questi luoghi, se non per sempre, per un periodo piu' o meno longevo, finche' non si sia calmata questa primitiva fiamma di disprezzo.

Ed in attesa che si realizzi questa mia unica meta, continuero' a sentirmi in trappola, un bruco a riposo, al quale un crudele moccioso abbia incollato l'apertura del bocciolo.

Ma, dopo tutto, la strada la so.

12 aprile 2007

I Vizi assurdi


Voglio una torta farcita di sassi
Ne voglio due, per la precisione.

Voglio piangere lacrime all'arancia
Non piango mai, sia ben chiaro.

Domani mi trasferisco in Irlanda
In quella casa decrepita, nella foresta incantata.

Voglio baciare le labbra di un elfo
E addormentarmi sul suo petto,
nella pancia di un drago cinese.

Voglio bruciare le mie piume
e rinascere un'io inconsapevole.

I vizi assurdi sono i piu' belli.

Vizio: abituale tendenza verso il male; dominato, corrotto dai vizi/ cattiva abitudine che porta l'uomo a desiderare ardentemente cio' che e' piu' o meno nocivo.