15 luglio 2006

Malinconia



E' la nostalgia del tutto che s'intrufola insolente quando meno te l'aspetti; cosi' che finisce per diventare una sensazione familiare, addirittura ben accetta, quando una voce a te cara ti dice di scacciare il male dal profondo, scacciare il male da chi e' intorno. E li', ti accorgi di essere, apri gli occhi che erano tutto il tempo spalancati, e vedi cose vere, vedi il fuocherello della terra. Le tue vene urlano, vogliono movimento, ma gli chiedi di pazientare. La tua mente ha voglia di ricreare immagini lontane, di sentire ancora quel sussurro: "in questa oscura notte, scaccia il male dalle grotte". Senti che Tunelsogno dischiude appena gli occhi e sorride alla bocca di quella voce, e rimarrete li' per sempre.

Malinconia: comunemente s'intende some un sentimento indefinibile, inesplicabile, che chiude l'animo alla gioia serena. Suscitano la maliconia il dolcissimo canto dell'usignolo, i tramonti autunnali, il mite raggio della luna.

Si, ogni tanto sballo anch'io. Ma passa. Basta del buon caffe'.

9 commenti:

DRC ha detto...

Giusto una curiosità: ma mica bevete il caffè americano?

Anonimo ha detto...

"Da dove viene questa strana tristezza che sale come il mare sulla nera e nuda roccia?"

Isabò ha detto...

Jaba: ma stai scherzando!? chi mi credi d'essere? qui solo meh brasiliano (e' l'unico che ci possiamo permettere)

Terra: Giunge nel vento da terre lontane, bagnate dalla luce nel buio, che illumina la notte.

DRC ha detto...

Volevo dire "caffè all'americana", quello lungo e sciapito che riempie una scodella.

Isabò ha detto...

si, avevo capito a quale caffe' ti riferivi. E io sono italiana, e il caffe' americano lo considero, come voi altri, un'americanata, e non lo bevo. E prima avevo dimenticato la 's' di "mesh", cioe' un melange di chicchi italiani e brasiliani, che danno vita ad un caffe' molto amaro; ma col giusto addolcimento, e' un caffe' paradisiaco.

DRC ha detto...

Interessante... Mi piace il caffè molto amaro. Amaro, però.

Anonimo ha detto...

questi sono gli sballi che spesso mi prendo anch'io
quel dolce naufragare in un mare infinito ed indefinito, fatto di strette alla bocca dello stomaco ed al cuore, che lacerano ma che t fanno sentire malamente bene
la duplicità del voler essere felice e dell'esser felice nel cullarsi nella nostalgia e spesso nel dolore
non serve un caffè amaro, anche se amaro amaro fa sempre bene
serve disposizione d'animo e spesso neanche quella
situazione e predisposizione ontologica dell'essere
dolce oblio della ragione
qualcosa che logicamente non vorremmo vivere
qualcosa che emotivamente non vorremmo allontanare
è difficile spiegare, si può solo comprendere

Isabò ha detto...

Alla fine, siamo in bilico tra santi che non pagano, e tanto il tempo passa e passerai, come sai tu in bilico, e intanto, il tempo passa e tu non passi mai.

DRC ha detto...

Mmm...

Oggi sono più malinconico di una pioggia.

Stavo leggendo un po' di cose vecchie, tra cui questo post.

Domani ho un esame e sicuramente sarò bocciato, l'ho preparato malissimo.

Vedo e sento cose strane, mi sa che sta per succedere qualcosa di grosso.

Mmm...